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IMPIANTO DI GIOVANNI ROTONDI

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Descrizione:


Sono stato coinvolto nel marchio Sublima quasi per caso. La voglia e la possibilità di entrare in possesso (Seppure per un periodo limitato) di una coppia di Rehdèko RK145 mi ha fatto scoprire i cavi del suddetto marchio ed apprezzarne le immense qualità. Mi occupo di Hi-end dal lontano 1980, quando,  leggendo una vecchia rivista all’epoca blasonatissima (Superstereo) , fui abbagliato da alcuni apparecchi inglesi importati da un mio corregionale (Linn - Naim). Folgorato, ho sviluppato un’attività talmente prolissa, da farne, per alcuni anni, anche il mio lavoro. Sarebbe interessante narrare cosa ho provato e testato e posseduto durante la mia vita da audiofilo pensante. Fortunatamente per Voi lo spazio è limitato! Adesso ascolto quasi esclusivamente in cuffia, possedendo ottimi impianti sia per cuffie dinamiche che elettrostatiche. Solo l’amore per il defunto marchio francese Redhèko, che ritengo, dalla prima volta che gli ho ascoltati, i migliori diffusori mai costruiti, mi ha condotto, ultimamente, a sperimentare la via del ritorno ai consueti utilizzi domestici... staremo a vedere, ribadendo che in epoche passate ho avuto la fortuna di possedere la collezione completa dei diffusori del compianto musicista e costruttore francese. Come detto  mi sono imbattuto per caso nei cavi Sublima, forniti come dotazione alle casse in prova: trattasi dei cavi di segnali e di potenza Yasoda 4. Lo stupore e la positività degli ascolti con i sopracitati, specie a confronto con cavi affermati del panorama Hi-end mondiale ed italiano (Stealth, Acrolink, Magnan, De Antoni, Gregitek), mi ha portato a contattare direttamente il Sig. Cereda, mente e mano della Sublima.

Tale pericoloso connubio (Per le mie tasche da sempre sguarnite) mi ha prima permesso di entrare in possesso dell’ultima versione del cavo di interconnessione Yasoda 5 (Tolto dal catalogo, ahimè, ed ancora costruibile in pochissime unità) ed infine del neonato Yasoda 6 che, mi pare di avere percepito, entrerà presto a fare parte del listino ufficiale Sublima. Il cavo in mio possesso è l’ultimo costruito da Alex Cereda, diciamo il prototipo definitivo, il papà della release definitiva. I cavi Sublima sono tutti accomunati da un suono geneticamente simile che si estrinseca con evidente peculiarità proprio nello Yasoda 6, dimostratosi un vero riferimento durante le sessioni d’ascolto effettuate.
L’ascolto in cuffia esige, in impianti di presunto riferimento, una neutralità di base auspicabile: non esiste alcuna interferenza che vada ad addizionare o sottrarre informazioni, tonalità, timbrica o armoniche. E’ per questa motivazione, che ho abbandonato i diffusori, spesso in balia dell’ambiente nel quale  vengono inseriti. Ho ascoltato casse identiche suonare in maniera talmente diversa in base all’ambiente, da non riuscire a valutarne le effettive potenzialità. In cuffia ciò non accade: o il sistema suona o non suona, non ci sono scusanti. Inoltre la prova di materiale hi-fi in cuffia è assolutamente oggettiva; non avendo fattori esterni che determinino il flusso sonoro percepisci con immediatezza le qualità e le peculiarità del componente testato. E’ per questo motivo che mi sono subitamente innamorato dello Yasoda 6 un cavo che evidenzia una neutralità ed una dinamica assolutamente disarmanti.
Ma procediamo con la dovuta calma.

L’impianto da me utilizzato è così composto. Sorgente digitale Nincheri 9.4 MK2 (Lettore di riferimento su due telai con alimentazione a batterie ed uscita a valvole – Brimar CV1988), driver per cuffie dinamiche Rudistor RP1000 (Due telai, con alimentazione a stato solido e sezione preamplificatrice a valvole - Mullard ECC82 cryo black sable),  driver per cuffie elettrostatiche Rudistor Coriolan 2 (Interamente a valvole - Philips Miniwatt ECC83 - Philips Miniwat 6SN7 - Brimar 5U4GB), Tektron 45 limited edition (Majestic 45 - STC CV1988 - RCA 83). Cuffie utilizzate Grado HP2i ed is (Prodotte recentemente dal vecchio Joseph Grado per lo scrivente), Sony Qualia, Stax Omega MK2, Stax 4070, AKG K1000.
Vari gli accessori tra i quali le Sublima stones poste con ampio riscontro positivo sopra e sotto i trasformatori dei suddetti. Gli apparecchi sono trattati con la lacca Jiva ritenuta dallo scrivente un elemento fondamentale nella messa a punto estrema,  rendendo qualsiasi elettronica  maggiormente performante, donando una pulizia ed una fluidità ineccepibile sulla banda sonora percepibile. La lacca ha un effetto talmente positivo, che ho deciso di applicarla anche sopra i trasduttori delle cuffie, con risultati positivi facilmente percepibili da chiunque.
Lo Yasoda 6 è un cavo dalle prestazioni alquanto rivelatrici. In poche parole se un sistema presenta delle anomalie di qualsivoglia natura, questo non fa alcuna attività ruffiana per camuffarle.
Di contro, se il sistema è ben settato e presenta qualità di base assolute si erge a vero guerriero, pugnace e battagliero in ogni circostanza. Si discosta molto dalle solite realizzazioni americane, spesso tese ad equalizzare il suono, addolcendolo, arrotondandolo, arruffianandolo.
Lo Yasoda 6 riflette il contenuto sonoro per quello che è senza alcuna artificiosità di sorta, ma se nei Vostri impianti c’è qualità la esalta, con una dinamica che pare essere illimitata, con un headstage (di cuffie trattasi) larghissimo sui tre piani, con una capacità di riprodurre le armoniche degli strumenti ineccepibile.
Non mi piace sezionare il suono, il quale deve essere sempre omogeneo ed inteso come tale. Per gli amanti di questa musico sezione dirò che la gamma bassa è ferma, profonda, solida, la gamma media  liquidissima ed assolutamente neutra, la gamma alta definita e naturalmente estesa.

La capacità di restituire il micro dettaglio è disarmante... si percepisce ogni minima nuance, ogni piccolo particolare, ogni sagace sfumatura, con grande facilità, riconducendo la rilettura del nostro software ad una evidenziazione di piccole grandi sorprese. Il cavo pare avere una conducibilità illimitata, specie nei grandi pieni orchestrali, dove evidenzia un controllo del messaggio sonoro assolutamente performante. Il black è prossimo allo zero: in cuffia non noti alcun soffio, alcun disturbo, se non quello tipico del software. Facilmente maneggiabile, supportato da una struttura meccanica esile ed elastica, può essere collocato in qualsiasi impianto, a differenza di alcuni “ oleodotti” inutili e bizzarri. Per me è lo Yasoda 6, rappresenta un nuovo riferimento tra i cavi allo stato dell’arte. Spero che incontri il giusto successo commerciale e che gli audiofili italiani comprendono che non c’è bisogno di trovare all’estero quello che abbiamo in casa: dei piccoli/grandi costruttori. Buona giornata a tutti.
P.S. Non sono entrato volontariamente in dettagli tecnici... il costruttore sarà senz’altro più preciso di me.

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