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Ho conosciuto personalmente Alex Cereda a giugno di quest’anno. In realtà già al Top Audio del 2007 ebbi modo di vederlo in una demo mentre presentava le sue stones in una catena audio Burmester di altissimo livello e già riscontrai in quell’occasione la validità e le potenzialità delle sue “creature”. Terminata la demo mi convinsi di acquistare due set da 4 stones medie. Ad aprile di quest’anno ritrovo la scatola dove tenevo custodite le 8 Stones messe da parte prima del trasloco di casa fatto 5 anni fa. Prendo le stones, ne posiziono 4 sopra il mio p.c. dedicato alla liquida e 4 sul
dac e passo all’ascolto. Dopo alcuni minuti mi dico.... qualcosa è cambiato.... il pianoforte è più dinamico il suono è più lucido, mmh .... Tolgo le pietre e ritorna il leggero velo di prima e perdo incisività delle note. Dopo altri test e confronti con amici mi convinco che questi cosi funzionano per davvero.

 

Arriva giugno, chiamo Alex, ci incontriamo a Roma e lui mi spiega in linea generale il funzionamento delle sue stones, l’importanza di combattere i disturbi elettromagnetici dispersi nell’ambiente circostante l’impianto e generati dalle stesse elettroniche e comincio a comprare i suoi prodotti.

Passo dopo passo, acquisto dopo acquisto oggi mi ritrovo con:
n. 10 Mini Stones di cui 6 inseriti nel case del p.c. dedicato alla liquida e 4 vicino ai cavi di segnale lato
preamplificatore;
n.10 Kube di cui 4 collegati al polo positivo e negativo del canale sinistro e destro del finale, 4 collegati al
polo positivo e negativo del canale sinistro e destro della seconda uscita (rec out) del preamplificatore, 1
collegato al braccio del giradischi, 1 alla massa del preamplificatore phono.
n.6 Maxi Stones di cui 2 (una sopra e una sotto) al preamplificatore, 1 sotto al prephono, 1 sotto al dac, 1
sotto al diffusore sinistro e una sotto al diffusore destro.
n.12 Medie Stones tutte posizionate sui cavi di potenza Mit Evo One, sopra e sotto gli scatolotti lato finale e
lato diffusori e 2 sopra la morsettiera di ciascun diffusore.
n.1 filtro di rete composto da 3 kube collegati ai poli della corrente e alla terra all’interno in una scatola in
abs.
n.1 Lacca Jiva utilizzata per laccare tutte le stones e i cavetti della testina
n.1 Mat Chakra limited edition.
Descrivo i componenti del mio impianto:
Lettore Cd: Burmester 089 / Linn Unidisk 2.1
Preamplificatore: Burmester 077
Preamplificatore phono: Burmester 100
Finale: Burmester 911mk3
Condizionatore di rete: Burmester 948
Giradischi: Oracle Delphy mk5 con testina Lyra Kleos
Lettore per la musica liquida: p.c. appositamente costruito
Dac: Merging Hapi
Diffusori: TAD Evolution One.


L’aggiunta dei predetti accessori della Sublima ha veramente dato una marcia in più alla riproduzione musicale del mio impianto ad iniziare dalla scena sempre ben dilatata e profonda, ma soprattutto la grana che adesso è del tutto sparita. Non che prima ce ne fosse in maniera marcata, ma ora è tutto più fluido e armonioso e quell’indurimento della voce o del pieno orchestrale che prima alle volte appariva ora non c’è più. I diffusori scompaiono all’ascolto, ho solo un fronte sonoro omogeneo davanti a me largo e sufficientemente profondo, e se riproduco una registrazione di buona qualità il coinvolgimento emotivo è notevole. Lo sfondo della scena è sempre nerissimo e questo facilita evidentemente il contrasto microdinamico e la riproduzione delle armoniche contenute nella registrazione. Anche la trasparenza è ai massimi livelli e ciò facilita il riconoscimento e il posizionamento degli strumenti nello spazio. La definizione dell’immagine sonora è quindi totale, gli strumenti sono quasi tangibili, le masse orchestrali e corali sono ancora più nitide, i piani sonori appaiono ben scanditi e il peso delle note aumenta così come l’aria tra gli
strumenti. Si percepisce chiaramente una maggiore ricchezza armonica. Ad esempio le note del pianoforte sembrano durare di più perché rimane in aria tutto quello che esce dopo che il martelletto ha battuto la corda, oppure dopo che l’archetto del violino ha toccato la corda.
Magnifico il suono del vinile che avevo quasi abbandonato prima di questa esperienza. Ora con il Mat Chakra sul piatto, il Kube sul braccio e la Jiva sui cavetti della testina sto lì ore ad ascoltare sempre con un grande piacere. Il senso materico di ciò che è riprodotto rende l’ascolto estremamente godibile. Fra un mese o poco più avrò anche i nuovi Correlatori Armonici della Sublima per i quali ho già avuto un assaggio questa estate quando l’Ing. Cereda me li ha portati a casa mia per una prova di un paio di ore. Allora si che lascerò il mondo high end per entrare in quello del realisimo sonoro. Come immagino è successo alla gran parte dei clienti Sublima, all’inizio della mia avventura ero piuttosto scettico sulla validità di questi dispositivi, tuttavia speravo che qualche miglioramento fosse ancora possibile senza la necessità di sostituire elettroniche diffusori o cavi. E’ stato un errore protratto per diversi anni credere di avere un eccellente suono dall’impianto senza pensare che esistono accessori che ti consentono farlo esprimere al meglio.


Grazie Alex

Giorgio A.

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